FORIO: TUFFI NELL’ILLEGALITA’ del 19/07/2010
Assistiamo sempre più spesso, da parte delle Amministrazioni che reggono i comuni dell’isola d’Ischia, a scelte e comportamenti dettati dal più assoluto dispregio del rispetto di regole da loro stesse stabilite. Un nuovo, ennesimo esempio arriva da Forio, dove quest’anno, esattamente come abbiamo documentato a più riprese la scorsa estate, è possibile prendere il sole e fare il bagno nel tratto di spiaggia posto proprio al centro del paese ma, purtroppo, anche all’interno del porto, porto dove attraccano gli aliscafi, ormeggiano natanti e c’è uno scarico di acque reflue. Sotto gli occhi di migliaia di persone - fra cui sicuramente consiglieri, assessori, vigili urbani, dirigenti del Comune, giovanotti e giovanotto in divisa bianca della Capitaneria di Porto - ogni giorno bambini sguazzano in acque stagnanti e luride di liquami e nafta. Le loro mamme e nonne - anch’esse alla ricerca di refrigerio in quella stessa acqua - si rendono conto di cosa entra in contatto con la pelle dei loro piccoli? Il sindaco Regine è per giunta medico, come molti altri dell’isola, ma ciò non li rende assolutamente più sensibili al problema igienico-sanitario, come testimonia la pervicace ostinazione del pediatra-sindaco Vincenzo D’Ambrosio a non apporre un divieto di balneazione alla spiaggetta dell’Ancora a Casamicciola, che ospita anch’essa lo sbocco di una fogna. Ma a Forio almeno il divieto di balneazione c’è! Vero: è segnalato con tre-quattro cartelli ben visibili, tuttavia non si fa nulla né da parte dell’Amministrazione, né da parte della Capitaneria di Porto, che pure ha sede lungo la strada che affaccia sulla spiaggetta inquinata, per farlo rispettare. Anzi, il ‘lido mappatella’ nostrano prospera, quest’anno gli ombrelloni ‘fai da te’ sono aumentati, e non ci stupiremmo di veder comparire addirittura qualcuno che organizzi il fitto di sedie sdraio e magari fornisca bibite e un servizio di doccia! Il tutto avviene non solo sotto il naso della Capitaneria di Porto ma anche letteralmente sotto le finestre dello stesso otorino-laringoiatra dottor Regine, che da qualche mese ha trasferito la casa comunale nell’albergo Raggio Verde che affaccia direttamente sulla spiaggetta! Abbiamo capito, per averlo sperimentato sulla nostra pelle e con nostra frustrazione, che segnalare le gravi sciatterie, per non dire le omissioni rispetto a quello che è un preciso dovere di tutela della salute della cittadinanza, che commettono queste Amministrazioni è perfettamente inutile: noi sprechiamo fiato, tempo, inchiostro, kilo-bite, usura di telecamere, professionalità… ma soprattutto speranza e fiducia, mentre loro si trincerano dietro un inveterato andazzo, fatto di anni ed anni di pessima amministrazione, esercitata nella più totale impunità. Quindi, non lanciamo nessun appello: né al sindaco Regine, né all’assessore che ha competenza sulle spiagge. Ci limitiamo a dire loro che hanno totalmente fallito. Se non riescono a gestire un semplice, evidentissimo, inoppugnabile divieto di balneazione, come pensano di governare il problema dei rifiuti, realizzare un porto turistico con successo, ottenere un depuratore, agire -possibilmente rimanendo nella legalità - nella serissima questione degli abusi edilizi?
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